La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria interviene con un proprio contributo nella lotta all’Alzheimer. E’ quanto ha deciso nei giorni scorsi il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente Pier Angelo Taverna, recependo una richiesta formulata dalla sezione alessandrina dell’AIMA, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. La crescente diffusione di questa patologia è in diretta relazione con il processo di invecchiamento della popolazione e, come è noto, la provincia di Alessandria è caratterizzata da indici statistici particolarmente elevati: già quest’anno la popolazione anziana della provincia raggiungerà il 34 % del totale, arrivando a comprendere 132.000 persone.

 I casi di Alzheimer seguiti dall’Unità Valutativa provinciale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria sono circa 3200, di cui 1240 pazienti parzialmente autosufficienti e 2061 non autosufficienti; nella Struttura Complessa di Geriatria dell’ASO, tali pazienti rappresentano il 10,46% dei degenti, mentre nella lungodegenza e post-acuzie raggiungono il 14,8%.

Per far fronte in modo efficace ad una situazione così delicata, che crea disagi alle famiglie ed oneri sociali crescenti a carico del servizio sanitario, la sede alessandrina dell’AIMA, con una esperienza ormai decennale, ha progettato di realizzare uno studio sulla gestione della malattia nella rete dei servizi geriatrici: lo scopo è quello di valutare un tipo di assistenza al paziente che si basi su un approccio multidisciplinare integrato, con la conseguente possibilità di osservare le ricadute sul paziente stesso, sulle famiglie e sulla rete dei servizi di geriatria. In concreto, mediante il coinvolgimento di più competenze professionali e continuità assistenziale (in un’ottica di integrazione dei servizi sanitari, sociali, ospedalieri e territoriali), verranno selezionati e valutati pazienti dell’Azienda Ospedaliera e del Centro Diurno Alzheimer “Arcobaleno della memoria” di Alessandria e sottoposti a uno specifico programma di intervento, i cui risultati saranno comunicati in un convegno previsto nel prossimo autunno.

“Si trattava di rispondere in modo concreto e tempestivo ad un’esigenza sanitaria dagli evidenti risvolti sociali, per questo abbiamo ritenuto di attivare un plafond specifico per finanziare con 30.000 euro questa idea, che entra a far parte dei progetti propri del nostro Ente“. Questo il commento di Pier Angelo Taverna, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio che prosegue. “L’iniziativa si inserisce a pieno titolo nel settore della ricerca scientifica e tecnologica ed è al contempo mirata al miglioramento della qualità della vita degli anziani residenti in provincia e dei loro familiari e a favorire il lavori di quanti, medici e volontari, operano in questo difficile settore”.

“La nostra Associazione, fondata dieci anni fa ed inserita nelle rete italiana per la sensibilizzazione della cultura della malattia di Alzheimer – dichiara Daniela Conzano, Presidente dell’AIMA a livello provinciale – ha sviluppato nel corso degli anni competenze molto specifiche, anche grazie alla realizzazione di progetti formativi mirati ai volontari per una migliore qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari. Grazie ai contributi ricevuti l’AIMA è stata in grado di mettere a disposizione anche dotazioni strumentali per la Struttura di Geriatria dell’Ospedale di Alessandria, dove la malattia viene curata”.

Il Direttore dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Nicola Giorgione sottolinea che “La collaborazione con il territorio, le istituzioni e il mondo del volontariato rappresenta per la nostra Azienda Ospedaliera un valore aggiunto: possiamo infatti offrire al paziente un servizio migliore, grazie a contributi mirati e alle competenze specifiche che solo le associazioni di volontariato riescono ad acquisire, comprensive di tutti gli aspetti che entrano in gioco nella gestione di una patologia così invalidante come quella di Alzheimer. Presso la nostra Azienda Ospedaliera è attivo fin dal 2000 un centro di Unità valutativa Alzheimer, che ha effettuato fino ad oggi oltre 9000 visite, unico centro in provincia di Alessandria. Questo nuovo contributo sarà utile per implementare la dotazione strumentale a disposizione della Struttura di Geriatria, dove vengono ricoverati i pazienti affetti da Alzheimer, in particolare per un sistema elettronico di controllo dell’attività di rintracciabilità del paziente per evitare allontanamenti non controllati”.

Conclude Enzo Laguzzi, Direttore Scientifico dell’AIMA e Direttore della Struttura Operativa complessa di Medicina Geriatrica dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria: “Innanzitutto esprimo un vivo ringraziamento alla Fondazione, sempre attenta e sensibile alle problematiche legate alla salute e all’assistenza degli anziani della provincia di Alessandria. E poi un ringraziamento all’Associazione AIMA, che ormai da dieci anni lavora per dare strumenti informativi e costruire una cultura della malattia di Alzheimer. La provincia di Alessandria, che ha una popolazione anziana molto più elevata della media nazionale (244% in più) ha anche conseguentemente una incidenza maggiore di questa patologia, che dura dai 15 ai 20 anni, incontra con il tempo disabilità sempre maggiori, disturbi nel comportamento che incidono profondamente sulla qualità di vita del paziente e soprattutto della famiglia. Ecco perché nel progetto è previsto anche un aspetto legato alla formazione dei famigliari e dei volontari, che operano anche presso il centro diurno Arcobaleno della memoria. Questo progetto, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pone il geriatra come riferimento di tante problematiche legate alla malattia, con l’individuazione delle strategie riabilitative psicognitive-motorie e farmacologiche che nel paziente stesso possano valorizzare ciò che rimane di una mente ormai perduta”.