Si è svolto ad Alessandria, presso le sede di Palazzo del Monferrato, il convegno nazionale dal titolo ‘Il tesoro di Marengo: storie, misteri, ricerche, prospettive’, organizzato dalla Società di Storia, Arte e Archeologia per le province di Alessandria e Asti e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Una giornata di studi che ha avuto un approccio fortemente multidisciplinare. Il convegno è stato aperto da Ornella Orbassano che, partendo dal materiale raccolto in occasione della sua tesi di laurea, darà testimonianza – sulla base di informazioni raccolte da persone vicine agli scopritori – anche della versione del rinvenimento da parte dei Tartara, una voce finora mai considerata dalla bibliografia sul tesoro. Alberto Ballerino (Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti) ha inquadrato il ritrovamento del tesoro nel contesto politico e culturale dell’Alessandria degli anni Venti. Filippo Maria Gambari (Soprintendente per i Beni archeologici della Liguria) ha inserito la vicenda all’interno dei rapporti tra Regime fascista e Soprintendenza torinese. Alberto Crosetto (Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie) ha esaminato il rinvenimento del tesoro dal punto di vista della corrispondenza degli uffici di tutela sulla base dei documenti conservati negli archivi statali. Gemma Sena Chiesa (Università di Milano) ha inserito il Tesoro di Marengo nel quadro dei rinvenimenti di analoga composizione in Italia e in Europa. Stefano Maggi (Università di Pavia) ne ha analizzato i diversi reperti e Maurizio Harari (Università di Pavia) si è occupato della figura dello scultore Renato Brozzi, orefice di Gabriele D’Annunzio e autore del restauro. Tra i relatori, anche il capitano Guido Barbieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, con un intervento dal titolo ‘Sulle tracce del tesoro. Aspetti normativi legati al possibile rientro in patria dei reperti’. Le conclusioni del convegno sono state affidate al professor Marcello Barbanera (Università di Roma), uno dei più importanti studiosi della storia dell’archeologia, e al professor Mauro Canali (Università di Camerino), celebre storico dell’Ovra e del delitto Matteotti, che sta svolgendo ricerche anche sul Tesoro di Marengo negli archivi della polizia politica.

“Il convegno ha una duplice importanza – ha commentato la dott.ssa Egle Micheletto, Soprintendente per i Beni archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie – sia in ambito locale che nazionale. A livello locale esso rappresenta l’avvio di un progetto sul Tesoro di Marengo, condiviso tra Soprintendenza e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, finalizzato a farne conoscere meglio la storia e le peculiarità anche ad Alessandria, che all’epoca accolse con un certo, almeno apparente, disinteresse il rinvenimento, anche in vista di iniziative future di valorizzazione dell’importante complesso che Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Soprintendenza progettano di organizzare nei prossimi anni. Sul piano nazionale il convegno è la conferma di un rinnovato interesse e di una ripresa delle ricerche da parte di validi studiosi e di specialisti di diversi settori di indagine, di cui il convegno costituisce solo l’avvio e che sono destinate, proprio per la complessità dei temi e la pluralità di ambiti interessati, ad essere ulteriormente approfondite in futuro, a partire dalla pubblicazione degli atti del convegno”.

“Con grande interesse la nostra Fondazione – ha dichiarato Pier Angelo Taverna, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – ha offerto la propria collaborazione ad un momento di approfondimento e di studio su un tema particolarmente affascinante come quello del ritrovamento del Tesoro di Marengo, per il suo peculiare interesse artistico, storico e culturale. Questo convegno è un punto di partenza per fare luce sui misteri che ancora avvolgono questi importanti reperti e per dare spazio a verità che fanno parte della storia della nostra terra. L’attenzione dedicata a questo evento si inquadra in un’ottica più generale di valorizzazione di un sito come quello di Marengo che ha le potenzialità per svilupparsi come fulcro per le attività culturali e turistiche della provincia di Alessandria, creando un importante centro di interesse, non solo per il Nord-Ovest italiano, ma anche per i paesi oltre confine. In particolare, per il legame storico, turistico e culturale tra Alessandria e la Francia, che è stato, di recente, ulteriormente rafforzato dal notevole consenso ottenuto a Parigi dal progetto Monferrato, un certain savoir vivre au Piemont, rivolto a far conoscere ed apprezzare anche Oltralpe le opere di Felice Giani, le creazioni della gioielleria valenzana, nonché le eccellenze eno-gastronomiche locali”.

“La giornata di studi – ha affemato la professoressa Elisa Mongiano, presidente della Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti – permetterà un approfondimento a tutto campo, da cui è lecito aspettarsi risultati importanti sul piano scientifico, considerato il livello dei partecipanti. La speranza è non solo di fare luce sui misteri del Tesoro di Marengo, il più importante ritrovamento archeologico dell’Alessandrino, ma di potere dare anche un significativo contributo agli studi sull’archeologia e sui rapporti tra potere e intellettuali negli anni del Regime”.