Sono stati presentati al pubblico, nel corso di una affollata conferenza stampa, gli interessanti ritrovamenti emersi nel corso dei lavori di restauro di Palatium Vetus, futura sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in piazza della Libertà.

Il Presidente Taverna ha preso la parola per illustrare l’importanza dell’intervento voluto dall’Ente per riportare all’antico splendore il più antico edificio di edilizia civile della città, intervento che si è avvalso anche della consulenza di Gae Aulenti, architetto di fama internazionale.

E’ stata la Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola, architetto Luisa Papotti a descrivere, in dettaglio, l’iter dei lavori e il pregio architettonico delle scoperte effettuate.

Le opere intraprese per adeguare l’ottocentesca Caserma Maggi a nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, hanno inaspettatamente rivelato che ancora al suo interno si conservava il duecentesco Broletto della città, soltanto in parte obliterato dalle successive trasformazioni dell’edificio.

Rimossi gli intonaci, demoliti i tamponamenti sono emerse due vaste sale sovrapposte; l’una, alla quota della corte, con possenti pilastri e volte, l’altra al piano superiore. Qui l’eccezionale ritrovamento di stemmi, lacerti di affreschi e dipinti offre un quadro vivo di quella che doveva essere la stagione dei liberi Comuni.

Le molte fasi attestano continue trasformazioni, da porre in relazione alle dinamiche della vita politica urbana; ciascuna di esse è distinta dalla presenza di importanti testimonianze decorative, che grazie alle opere in corso hanno potuto essere liberate dalle sovrastrutture che le celavano.

Ecco quindi svelarsi la grandiosità della sala, scandita da arcate dai sottarchi dipinti: una feroce figura di lupo, trattenuta da una mano misteriosa, un drappo a scacchi bianconeri, scudi crociati, una figura di Cristo ed anche un’enigmatica iscrizione dovranno essere nei prossimi mesi studiate per poter raccontare, insieme con la già nota figura di San Paolo, la vita e la storia del Broletto tra XII e XV secolo.

Ed ancora, soffitti lignei a cassettone ed alte fasce figurate documentano la trasformazione del Broletto in residenza signorile per il Governatore tra XVI e XVII secolo.