Alessandria, 9 novembre 2023 – Seconda edizione del progetto AUTISMO E TECNOLOGIE DIGITALI che si rivolge a ragazzi con disturbi dello spettro autistico e ha come obiettivo una didattica inclusiva e una formazione che possa supportarli nelle loro difficoltà, preparandoli anche a un possibile inserimento nel mondo del lavoro.

I ragazzi con autismo hanno, infatti, una naturale predisposizione per l’apprendimento delle tecnologie informatiche. Il computer crea un contesto per loro ottimale in quanto esclude la mediazione sociale, è prevedibile, sfrutta le abilità visive, non ha sfumature emotive, non giudica ed è ripetitivo e neutrale.

Il progetto è realizzato da: Il Sole Dentro, Abilitando Onlus e l’Università del Piemonte Orientale. Partner del progetto è A.I.A.S. sez. di Alessandria A.P.S. Ha già ottenuto il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Fondazione SociAL, con la collaborazione dei Club Lions e Leo di Alessandria.

Un contributo determinante è pervenuto dalla Giorgio Deiana Foundation che ha espresso la volontà di sostenere l’iniziativa anche in futuro. Numerose le donazioni di privati e aziende tra cui la ditta Liam di Valenza.

Fondazione VIVA costituita da Confindustria Alessandria, Fondazione Slala, Fondazione Mani Intelligenti hanno dato il patrocinio al progetto.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – dichiara il presidente, notaio Luciano Marianoha deciso di finanziare anche questa seconda edizione del progetto come Progetto proprio della Fondazione per una serie di motivazioni che ritengo importante sottolineare: prima di tutto si rivolge a fasce deboli della popolazione a favore delle quali il nostro Ente ha studiato anche il bando “Nessuno escluso”, finalizzato a sostenere attività di coesione sociale, rispetto dell’altro, miglioramento del benessere quotidiano; in secondo luogo è una iniziativa assolutamente innovativa, un “progetto pilota” che può essere replicato anche in altre realtà a livello nazionale e internazionale; infine, favorisce l’aggregazione di più soggetti per assicurare programmi di attività ampia e interdisciplinare. Siamo veramente orgogliosi che la nostra provincia sia la prima in Italia a presentare un intervento così articolato per affrontare un problema che si manifesta in larga crescita, coinvolgendo sempre più famiglie. Mi complimento con le associazioni di volontariato che hanno messo a punto il progetto e con i partner che, come la Fondazione, ne hanno condiviso le finalità. 

IL “PROGETTO PILOTA”

Si è conclusa a luglio 2023 la fase sperimentale, definita “Progetto Pilota”, che ha coinvolto 17 ragazzi con disturbi dello spettro autistico, la maggior parte di età compresa tra i 15 e i 18 anni.

Gli studenti del Progetto Pilota sono stati individuati grazie all’azione congiunta de Il Sole Dentro e A.I.A.S. che, attraverso incontri e la somministrazione di questionari, hanno informato dell’iniziativa le famiglie, illustrato loro i contenuti e raccolto le adesioni.

I ragazzi sono stati suddivisi in piccoli gruppi in base alle loro capacità e attitudini e hanno frequentato due ore di lezioni settimanali gratuite presso il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica (DiSIT) dell’Università del Piemonte Orientale, per un totale di XX settimane. Il gruppo di lavoro era composto da quattro educatori e cinque tutor, supervisionati e coordinati da un docente del DiSIT.

Le tecnologie informatiche costituiscono un ottimo supporto alla metodologia didattica rivolta ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico e rappresentano oggi un mezzo per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi educativi. L’introduzione di strumenti digitali può essere di grande aiuto per lo sviluppo cognitivo, linguistico e sociale e può diventare un potente alleato per comunicare, imparare e interagire attraverso nuove modalità. Nel caso specifico dell’autismo l’uso del computer favorisce lo sviluppo delle abilità visuo-spaziali, dell’attenzione e della reattività e potrebbe facilitare il miglioramento di molte delle difficoltà psico-comportamentali frequentemente riscontrate.

Per gli studenti con particolari doti è stato introdotto anche l’insegnamento del coding e di quelle conoscenze necessarie a un inserimento in ambito lavorativo. La possibilità di seguire i ragazzi fin dalla scuola primaria significa poter intraprendere un lungo percorso formativo al fine di stimolare al meglio le loro potenzialità.

Il Progetto Pilota ha avuto come obiettivo quello di analizzare punti di forza e criticità, testare tutta l’organizzazione, perfezionare il percorso didattico in relazione ai diversi profili dei ragazzi, formare un gruppo coeso di lavoro di tutor e educatori.

IL PROGETTO DEFINITIVO

Valutati gli incoraggianti risultati del Progetto Pilota si è dato inizio al progetto definitivo che partirà nel mese di gennaio e prevede:

  • Sei mesi circa di lezioni;
  • 20-25 studenti;
  • due ore di lezioni gratuite settimanali.

Le lezioni seguiranno le stesse modalità del Progetto Pilota.  Si svolgeranno presso l’Università e saranno tenute da un tutor e un educatore per classe. Le classi saranno formate privilegiando la costituzione di gruppi omogenei per competenze e caratteristiche, laddove e se necessario, con rapporti individualizzati. Il responsabile didattico del progetto, docente del DiSIT, coordinerà il lavoro dei tutor, relazionandosi anche con gli educatori.

Oltre alle lezioni con gli studenti si terranno:

  • incontri di aggiornamento e confronto tra tutor e educatori;
  • incontri con gli insegnanti di sostegno;
  • incontri di restituzione con le famiglie.

Si prevede anche l’elaborazione di uno studio finale condiviso tra il gruppo dell’Università e gli educatori, riassuntivo dell’esperienza e dei risultati ottenuti.

Il percorso formativo sarà implementato anche di nuove iniziative quali, ad esempio, la collaborazione con la Scuola di Robotica di Genova.

LE SOFT SKILL

Dal secondo anno si darà avvio anche a un percorso specifico per studenti che, attraverso la somministrazione di indicatori specifici, faranno emergere soft skill con vantaggi cognitivi che possono essere molto apprezzati dalle aziende. Le soft skill per le persone nello spettro autistico possono includere attenzione al dettaglio, concentrazione prolungata, assenza di errori, identificazione dei pattern, analisi sistematica e uno stile comunicativo diretto. Queste soft skill sono apprezzate nel settore della tecnologia, dove il lavoro è dettagliato, ripetitivo e le discussioni mai ambigue. 

Applicando i vantaggi delle soft skill cognitive dell’autismo a compiti complessi anche se ripetitivi, comuni nello sviluppo e testing di applicazioni software, è possibile ottenere risultati di qualità più elevata. Quando queste soft skill si accompagnano ad altre “hard skill” – che includono conoscenze scientifiche, tecnologiche, matematiche e ingegneristiche – i risultati possono essere straordinari.

Questi ragazzi (circa dieci) seguiranno sempre due ore di lezione gratuite settimanali. Le lezioni saranno tenute da informatici e il programma didattico sarà finalizzato ad un inserimento nel mondo del lavoro.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO

L’innovatività del Progetto e della sua rilevanza di inclusione sociale può essere in breve così riassunta:

  • non esistono progetti strutturati come questo nel panorama regionale e nazionale per quanto riguarda l’approccio sperimentale didattico;
  • il percorso didattico è strutturato per poter rispondere in maniera trasversale alle potenzialità dello studente. I ragazzi con disturbi dello spettro autistico presentano caratteristiche spesso molto differenti tra di loro e pertanto le classi formate da pochi studenti e un programma didattico personalizzato in funzione delle singole attitudini e capacità costituiscono un prezioso valore aggiunto;
  • la presenza durante le lezioni di un tutor e di un educatore (talvolta anche di volontari) garantisce la massima tutela per il ragazzo e il migliore ritorno in termini di stimoli ed apprendimento;
  • il coinvolgimento attivo dell’Università con il prezioso lavoro del responsabile didattico e i tutor significa massimo livello di professionalità;
  • lo svolgimento delle lezioni presso l’Università è reale inclusione sociale. Vedere ragazzi con disturbi dello spettro autistico entrare e uscire insieme agli altri studenti è indice di grande maturità sociale.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

  • far diventare la nostra città e i suoi protagonisti capofila di un progetto educativo inclusivo e innovativo per estenderlo in Piemonte e in tutto il territorio nazionale, portando la nostra esperienza ad altre università e associazioni;
  • creare una forte collaborazione con le società che finalizzano la formazione di ragazzi maggiorenni autistici per il loro inserimento nel mondo del lavoro;
  • sollecitare e stimolare le scuole e gli insegnanti di sostegno affinché portino all’interno dei loro programmi didattici la nostra esperienza;
  • una volta esteso il modello ad altri centri, formare una squadra di studio e confronto sui vari percorsi didattici intrapresi e i risultati ottenuti al fine di migliorare sempre più l’approccio formativo.
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