Le opere intraprese per adeguare l’ottocentesca Caserma Maggi a nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, hanno inaspettatamente rivelato che ancora al suo interno si conservava il duecentesco Broletto della città, soltanto in parte obliterato dalle successive trasformazioni dell’edificio.

Rimossi gli intonaci, demoliti i tamponamenti sono emerse due vaste sale sovrapposte; l’una, alla quota della corte, con possenti pilastri e volte, l’altra al piano superiore.

Qui l’eccezionale ritrovamento di stemmi, lacerti di affreschi e dipinti offre un quadro vivo di quella che doveva essere la stagione dei liberi Comuni.

Le molte fasi attestano continue trasformazioni, da porre in relazione alle dinamiche della vita politica urbana; ciascuna di esse è distinta dalla presenza di importanti testimonianze decorative, che grazie alle opere in corso hanno potuto essere liberate dalle sovrastrutture che le celavano.

Ecco quindi svelarsi la grandiosità della sala, scandita da arcate dai sottarchi dipinti: una feroce figura di lupo, trattenuta da una mano misteriosa, un drappo a scacchi bianconeri, scudi crociati, una figura di Cristo ed anche un’enigmatica iscrizione dovranno essere nei prossimi mesi studiate per poter raccontare, insieme con la già nota figura di San Paolo, la vita e la storia del Broletto tra XII e XV secolo.

Ed ancora, soffitti lignei a cassettone ed alte fasce figurate documentano la trasformazione del Broletto in residenza signorile per il Governatore tra XVI e XVII secolo.

NELLA FOTO DA SINISTRA

GIOVANNI MARIA GHE, Vice Presidente Fondazione Cra

PIER ANGELO TAVERNA, Presidente Fondazione Cra

LUISA PAPOTTI, Soprintendente per i Ben Architettonici e Paesaggistici per le province di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola

MARIA CARLA VISCONTI, Funzionario Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola